Dal mondo dello spam

Testo delle notizie

dall'1/1/2001 al 28/2/2002



010617 - ORBS chiuso. È ora attivo ORBS UK

Non c'è ad oggi sufficiente chiarezza sugli accadimenti che hanno portato alla chiusura di ORBS, il celebre quanto controverso sistema di ricerca attiva e censimento dei relay aperti. Di certo c'è che l'attuale gestore, Alan Brown, che vive e opera in Nuova Zelanda, ha comunicato il 23 maggio di avere ricevuto dalla magistratura del suo paese una ingiunzione a rimuovere dal database di ORBS i blocchi di ip appartenenti a "Telecom NZ" e "Actrix". L'azione legale sarebbe stata promossa dalle due compagnie, che si sarebbero viste includere in ORBS pur senza avere in funzione alcun relay aperto. Brown ha dato notizia dell'ingiunzione comunicando, in un post su news.admin.net-abuse.email, gli esatti netblock interessati dalla vicenda (cosa che potrebbe avere reso più difficile la sua posizione in giudizio). Qualche giorno dopo le zone dns e lo stesso sito web di ORBS sono spariti, e lo stesso Brown ha comunicato che la chiusura di ORBS non era in relazione alcuna con l'azione legale intrapresa da Telecom NZ e Actrix. Nulla si sa sull'eventuale possibilità che ORBS torni in funzione, tuttavia lo si ritiene a questo punto poco probabile.

ORBS era gestito da Alan Brown da quando, alcuni anni fa, il provider canadese BCTel aveva deciso di rifiutare la connettività al sistema che, a quel tempo, era gestito da Alan Hodgson (vedasi il resoconto di allora). La gestione Brown era stata spesso oggetto di accuse per avere incluso deliberatamente nella blacklist server che non erano relay aperti. Anche se sull'utilità di ORBS come strumento di blocco si potevano esprimere varie riserve, tuttavia non si può negare che ORBS mettesse a disposizione di tutti gli antispammer una banca dati assai aggiornata, contenente decine di migliaia di relay aperti e, soprattutto, la possibilità di consultare i messaggi di test in base ai quali gli stessi erano risultati aperti. Il venire meno di ORBS ha quindi provocato un vuoto che era interesse di tutti che venisse riempito al più presto, magari senza quegli inconvenienti che ne hanno impedito un più diffuso utilizzo.

Pertanto, il 9 giugno è entrato in funzione ORBS UK, gestito da Paul Cummins e basato, inizialmente, su un dump dell'ultimo database di ORBS. Il sistema è ancora in costruzione. In particolare, nel sito web http://orbs.gst-group.co.uk/ si trovano le istruzioni per l'uso ma non ancora la possibilità di consultare il database dei messaggi di test. Cummins ha annunciato l'intenzione di gestire ORBS UK con la dovuta serietà e trasparenza e, tra i suoi primi atti, c'è stata la rimozione dei listing di Telecom NZ e Actrix, che dopo adeguata verifica sono stati riconosciuti come incongrui.

010401 - HR718: un'altra deludente proposta di legge anti(?)spam al Congresso USA

Già da parecchi giorni si parla dell'ultima proposta di legge in materia di spam che, tuttora, sta procedendo col proprio iter alla House of Representatives, dove è indicata come HR718 e pomposamente denominata "Anti-spamming Act of 2001". Purtroppo, il copione per tutte queste proposte di legge è sempre il medesimo. Il Congresso USA, a quanto pare, non intenderà mai varare una disciplina che effettivamente salvaguardi i consumatori e gli utenti di rete affermando il loro diritto a decidere cosa, effettivamente, possa arrivare nelle loro mailbox. Evidentemente dobbiamo rassegnarci al fatto che verranno sempre considerati più meritevoli di tutela gli interessi del mondo del commercio e del marketing. Assistiamo così al periodico apparire di proposte di legge che, già alla nascita, sono strutturalmente inefficaci nel portare un effettivo beneficio agli utenti.

Tanto per incominciare si osserva che anche la HR718, come molte altre precedenti iniziative di legge, prevede di istituzionalizzare quell'imbroglio noto come "opt-out". Inoltre notiamo da tempo che, all'apparire di qualunque proposta di legge in materia di spam, può casualmente trovarvisi qualche punto che, in concreto, è condivisibile e può essere utile. Nel caso della HR718 la disposizione utile, presente nella versione del 14 febbraio scorso, rendava illegale (e passibile di sanzioni) l'invio di email commerciali non sollecitate qualora ciò avvenisse in violazione delle policy del provider usato per trasmetterle. In passato abbiamo sempre visto succedere che, durante i vari passaggi delle leggi (comitato, subcomitato, camera, senato eccetera), tutte le disposizioni effettivamente utili ai consumatori venissero accuratamente eliminate o, comunque, completamente neutralizzate. Così è successo anche stavolta con la HR718.

Pertanto CAUCE, che aveva appoggiato la HR718 nella sua prima versione, lo scorso 28 marzo ha diffuso un comunicato in cui ritira il proprio appoggio e mette in guardia dalle nefaste conseguenze che si avrebbero qualora la HR718 diventasse legge.

010218 - Proposta di legge antispam in Ohio

All'assemblea legislativa dello stato americano dell'Ohio è stata recentemente depositata una proposta di legge, firmata dal senatore Amstutz e contraddistinta dalla sigla SB-8. Il testo si rivela interessante, in quanto sostiene giuridicamente le policy stabilite dai provider in materia di invio di email a contenuto commerciale, e prevede che i destinatari dello spam inviato in violazione ad esse possano agire in giudizio contro i mittenti. Allo spammer potrà essere ingiunto di risarcire i danni effettivamente subiti dal destinatario oppure 10 dollari per ogni messaggio di spam inviato (quello dei due importi che risultasse essere maggiore). Sono poi previsti divieti all'uso e alla distribuzione di software progettato per falsificare l'origine o le informazioni di routing dei mailing. Anche se vari punti della proposta di legge appaiono perfettibili, complessivamente il testo è ritenuto buono.

010116 - Nuova legge antispam in Norvegia

Entrerà in vigore l'1 marzo 2001 in Norvegia una nuova legge che metterà al bando l'invio di email commerciali non sollecitate, prevedendo per i contravventori forti multe e, eventualmente, anche il carcere fino a 6 mesi (data la moderata entità delle pene detentive nel sistema penale norvegese, si può dire che 6 mesi siano una sanzione assai significativa). Va detto che, sul fronte della difesa dei consumatori, la Norvegia è sicuramente un paese molto avanti, dotato di un Ispettorato per la protezione dei dati e di un Consumer ombudsman assai competenti e attivi. Il fatto che ora la Norvegia abbia una legge esplicita e particolarmente severa contro lo spam (aggiungendosi così ad altri paesi europei come Finlandia, Danimarca, Germania, Austria e Italia) può certamente aiutare a creare (anche se la Norvegia non fa parte della UE) un clima favorevole agli sforzi di coloro che cercano di giungere a normative europee dello stesso segno. È infatti in corso l'iter di una proposta di normativa in tal senso, presentata dal commissario finlandese Liikanen (il quale si dice abbia avuto modo di constatare personalmente, nella propria mailbox, quali siano i risultati pratici dell'opt-out).

010114 - Lo spammer del momento: vari rivenditori americani di impianti TV via satellite

Da mesi si sta infittendo la diffusione di spam in cui si promuovono impianti TV via satellite (es. titoli come "Free Dish Network Satellite & Free Installation Limited time"). Si tratta di spam che normalmente giungono tramite relay aperti (spesso anonimizzanti) trovati in vari angoli del mondo; di solito i messaggi contengono tag html e, come mezzo di contatto, indicano dei numeri di telefono toll-free americani. La maggior parte dei casi sono stati ricollegati all'attività di certi rivenditori dei prodotti Echostar, così ad Echostar molti antispammer hanno iniziato a reclamare. Finché i reclami provenivano da utenti individuali, le risposte ottenute erano tutt'altro che soddisfacenti (cose del tipo: "si tratta di un valido reseller, non intendiamo perderlo" oppure "non abbiamo controllo sulle pratiche di marketing adottate dai nostri reseller" oppure "non stanno facendo niente di illegale" oppure "rivolgetevi direttamente a loro per farvi togliere dalle liste"). È cambiata la musica quando il MAPS, subissato da nomination e da tonnellate di evidenza, li ha contattati. Alla fine Echostar ha convenuto di emettere in data 10 gennaio una normativa commerciale, immediatamente efficace per i suoi rivenditori, in cui viene proibito lo spam, impegnandosi anche ad attivare un indirizzo apposito per la segnalazione degli abusi. A partire dall'1 febbraio, Echostar dovrebbe iniziare a revocare i contratti di distribuzione ai rivenditori che provocassero reclami. Ci si può pertanto aspettare che, ancora per qualche tempo, questi spam continuino. Dovrebbero comunque diminuire e, a partire dalla fine del mese, sparire o quasi (sperabilmente, se la situazione non si complica).


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Ultimo aggiornamento: 17 giugno 2001

Leonardo Collinelli

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